
19) Il male ha una ragione sua propria.
In un mondo tutto positivo anche il male  necessario per
l'esistenza del bene, secondo la grande legge dei contrari per la
quale il bene non potrebbe esistere, e neppure essere pensato,
senza una qualche presenza del male. La conflagrazione
(expyrosis) di cui parla il frammento a) , per gli stoici, il
momento conclusivo di una effusione del fuoco primitivo che anima
il mondo: alla conflagrazione far seguito un rinnovamento
dell'universo purificato

fonti diverse (vedi manuale pagine 172-173).

a) La conflagrazione come purificazione (catarsi) del mondo dal
male (Ippol., Philos., 21; Plut., Adv. stoic., 17).

1   Aggiungono che la conflagrazione sar anche purificazione di
questo universo.
2   Quand'essi fanno ardere il mondo, non resta il male neppure in
minima parte, e il tutto  per tal tempo razionale e saggio

b) La nascita del male nel mondo: necessaria per la reciproca
dipendenza dei contrari e per l'economia del tutto
 (Cris., Fis., secondo, in Plut., De Stoic. rep., 35, 1050;
Gellio, N. A., settimo, 1; Plut., De Stoic. rep., 35, 1050;
Cleante, Inno a Giove, 20)

1   Il male [...] ha una ragione sua propria: perch anch'esso
nasce in certo modo secondo la ragione della natura, e, per cos
dire, non nasce senza utilit per il tutto: ch altrimenti non ci
sarebbero i beni.
2   Nel libro quarto Della Provvidenza Crisippo [...] dice: non 
assolutamente possibile esser pi rozzo di costoro, i quali
credono che avrebbero potuto esistere i beni, senza che ci fossero
insieme i mali. Giacch essendo i beni contrari ai mali, 
necessario che entrambi gli opposti si mantengano fra loro e quasi
da mutuo e contrario sforzo sostenuti: ch non si d contrario
(per contrario che sia) senza l'altro contrario. Come infatti
potrebbe darsi il significato della giustizia, se non ci fossero
le offese? o che altro  la giustizia, se non la liberazione
dall'ingiustizia? e cos, come si capirebbe l'energia, se non
fosse per l'opposizione all'ignavia? e la moderazione se non per
opposto all'intemperanza? e cos come ci sarebbe la prudenza, se
non ci fosse di contro l'imprudenza? Perch dunque (dice) questi
sciocchi non desiderano che ci sia la verit senza la menzogna? E'
lo stesso caso, difatti, dell'esistenza di beni e mali, felicit e
disagio, dolore e piacere. Son legati l'uno all'altro, come dice
Platone, per i vertici fra loro opposti; se ne porti via uno, li
hai tolti via tutt'e due. .
3   Dice [Crisippo] nel libro secondo Degli Dei, una volta, che le
molestie sopraggiungono ai buoni non come ai cattivi per punizione
ma, come negli Stati, per un'altra ragione d'ordine (economia)
[...] che  in certo modo relativa al tutto.
4   Cos infatti tu [Dio], hai armonizzato ad unit tutti i beni
con i mali, che ne nascesse una ragione eterna di tutte le cose

(R. Mondolfo, Il pensiero antico, La Nuova Italia, Firenze, 1967
3, pagine 394-395).

